Uomo ed inquinamento dei mari

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L'impronta ecologica dell'uomo sui mari del Pianeta

Il 41% dei mari della Terra subisce in varia misura gli impatti delle attività umane. Lo rivela una ricerca del National Science Foundation americano

Nessuna area degli oceani può dirsi completamente priva di influenza umana: anzi, un'ampia frazione (il 41% dei mari della Terra) è significativamente afflitta da diversi impatti umani. Lo rivela una ricerca realizzata dagli scienziati del National Science Foundation americano, che hanno analizzato i dati relativi al ruolo umano sugli oceani ed i mari per almeno 20 ecosistemi marini. Le aree marine che presentano un basso impatto sono solo il 3.7% degli oceani e riguardano i mari di alta latitudine nell'Artico e nell'Antartico, dove la presenza stagionale o permanente dei ghiacci limita l'accesso umano. Le cause di impatto sono anzitutto la pesca, l'invasione di specie aliene, l'acidificazione degli oceani, le temperature superficiali dei mari, l'inquinamento, l'immissione di nutrienti.

Il processo analitico seguito nello studio e le mappe che ne risultano costituiscono uno strumento molto importante per gli sforzi regionali e globali mirati a proteggere le risorse marine, a implementare le tipologie di gestione basate sugli ecosistemi (Ecosystem based management) e per avviare la pianificazione, l'educazione ed altre ricerche di base sugli ecosistemi marini. "Questa ricerca - sottolinea il Direttore Scientifico WWF, Gianfranco Bologna - costituisce un ulteriore importante contributo alla conoscenza ed alla mappatura del nostro impatto sul Pianeta, ampliando tale analisi ai mari ed agli oceani. Nel 2002 infatti, un team di studiosi, coordinati da Eric Sanderson, ha pubblicato, sulla rivista scientifica "BioScience", la mappa della nostra impronta (Human Footprint) sulla Terra da cui si documenta che abbiamo fisicamente trasformato la superficie delle terre emerse per l'83%. Lo studio appena pubblicato rappresenta il frutto di un lavoro di alcuni dei migliori ecologi marini del mondo (tra i quali un membro del Comitato Scientifico WWF: Fiorenza Micheli dell'Hopkins Marine Station, Stanford University) che elabora una mappa globale dell'impatto umano sugli ecosistemi marini del pianeta".

Da: WWF.it

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