Sostanze tossiche nei piatti europei
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Allarme cibi. Nuovo dossier del Wwf: “Troppi veleni nei piatti europei”
Centodiciannove sostanze tossiche negli alimenti europei di largo consumo. A lanciare l’allarme è stato il Wwf in un nuovo dossier dal titolo “La catena della contaminazione globale: il ruolo dell’alimentazione” realizzato in vista del voto finale che sarà richiesto alla Commissione europea per l’ambiente sul Reach (Registration, evaluation and authorisation of chemicals), il regolamento dell’Unione europea contro l’inquinamento chimico.
Nella sua analisi il Wwf ha rinvenuto, infatti, in 27 campioni di alimenti (formaggi, carne, pesce, pane, olio d’oliva, miele, succo d’arancia) provenienti da sette paesi europei fra cui l’Italia, ben 119 sostanze tossiche. “Neanche la dieta più salutare ci mette al riparo dagli inquinanti chimici tossici – commenta Michele Candotti, segretario generale del Wwf Italia – ed è per questo che le sostanze chimiche devono essere sottoposte ad una normativa più efficace attraverso il regolamento europeo”.
Nessuno dei prodotti analizzati, tutti comprati in supermercati e di marche comuni, è risultato esente da tracce di sostanze chimiche. Sono stati rintracciati inquinanti (es. ftalati) nell’olio d’oliva, nei formaggi e nella carne, pesticidi organoclorurati (come il Ddt) nel pesce, nel burro, nella carne di renna, muschi artificiali e organostannici nel pesce, ritardanti di fiamma nella carne e nel pesce. Neppure la lasagna di quattro supermercati italiani si è salvata, presentando più di 40 pesticidi.
I livelli di sostanze chimiche rilevati, secondo l’associazione, non sono in grado di causare conseguenze dirette o immediate sulla salute, ma deve essere valutato l’effetto di un’esposizione cronica, anche a basse dosi.
La necessità di non generalizzare con gli allarmi sui prodotti italiani è stata sottolineata dalla Coldiretti ricorda come l’Italia vanti il record assoluto (99 per cento) dei campioni di frutta e verdura con residui di pesticidi al di sotto dei limiti di legge.
Nei nostri piatti inquinanti vecchi e nuovi. Gli ftalati, utilizzati per rendere flessibili le materie plastiche, sono stati trovati nell’olio d’oliva, nei formaggi e nella carne. I pesticidi organoclorurati, utilizzati in agricoltura contro gli insetti nocivi (compreso il DDT bandito da decenni), nel pesce, nel burro, persino nella carne di renna. I muschi artificiali (fragranze utilizzate per l'igiene personale o per la casa) e organostannici (gli antivegetativi, i conservanti del legno) nel pesce. I rritardanti di fiamma, utilizzati per prevenire la combustione nei tessuti e nel mobilio ma anche nelle apparecchiature elettroniche, erano nella carne e nel pesce.
In totale 119 sostanze tossiche appartenenti a 8 diversi gruppi di composti chimici sono state rinvenute nei 27 campioni di alimenti di largo consumo presi in esame in 7 paesi europei. Il nuovo dossier del WWF La catena della contaminazione globale - il ruolo dell'alimentazione rivela che la principale via di esposizione alla maggior parte delle sostanze chimiche, in particolare quelle persistenti e bioaccumulabili (come il DDT e i PCB banditi da decenni) è l’alimentazione. La “catena di contaminazione” è un percorso complesso che i composti chimici compiono intorno al mondo: dai produttori ai prodotti di consumo, alla fauna selvatica fino agli esseri umani. Sono presenti nelle case, nei luoghi di lavoro e anche a tavola.
“Neanche la dieta più salutare ci mette al riparo dagli inquinanti chimici tossici – commenta Michele Candotti, Segretario Generale del WWF Italia – Per questo crediamo che le sostanze chimiche debbano essere sottoposte ad una normativa più efficace. Siamo alla vigilia del voto su REACH, lo strumento dell’Ue per la regolamentazione delle sostanze chimiche, e chiediamo ai parlamentari europei che siano bandite le sostanze più pericolose e applicato il principio di sostituzione, siano fissati requisiti severi per i produttori al fine di garantire trasparenza di informazione su tali sostanze. E’ necessario, inoltre, che il consumatore sappia quali sostanze sono presenti nei prodotti di uso quotidiano”.
I 27 campioni di alimenti, provenienti da Gran Bretagna, Polonia, Svezia, Italia, Spagna, Grecia e Finlandia, sono tutti di largo consumo come prodotti caseari (latte, burro e formaggio), carne (salsicce, petti di pollo, salame, bacon), pesce (salmone, tonno, aringhe) e ancora pane, olio d’oliva, miele, succo d’arancia. Nessuno dei prodotti – tutti acquistati in supermercati e di marche comuni - è risultato esente da tracce di sostanze chimiche, al contrario in tutti sono stati rinvenuti, in varia misura e secondo miscele differenti, i 119 composti tossici appartenenti agli 8 gruppi di sostanze presi in esame.
La tabella contenente la sintesi dei risultati delle analisi condotte dal WWF sui cibi (pdf) >
In parallelo grazie alla collaborazione del prof. Silvano Focardi dell’Università di Siena sono state effettuati test su campioni di lasagna, acquistate nei supermercati di 4 città italiane e sono stati rintracciati più di 42 Pcb e 13 residui di pesticidi, tra cui il DDT.
I livelli di contaminanti rilevati negli alimenti analizzati non sono in grado di causare conseguenze dirette o immediate sulla salute (i consumatori non devono allarmarsi o evitare questi cibi), ma deve essere seriamente valutato l’effetto di un’esposizione cronica – anche a basse dosi - di un cocktail di contaminanti attraverso la dieta, soprattutto nel feto in via di sviluppo, nei neonati e nei bambini.
Per sensibilizzare i politici di Bruxelles sulle sostanze chimiche pericolose alla vigilia del voto di REACH il WWF ha prodotto uno spot che sarà trasmesso su Euronews ed è visibile anche on line (guarda il breve video, dal sito del WWF internazionale) dove gli attori sono gli stessi membri del Parlamento Europeo: Guido Sacconi (Italia, PSE) relatore del provvedimento, Péter Olajos (Ungheria, PPE), Chris Davies (UK, ADLE) et Riita Myller (Finlandia, PSE), riuniti in una seduta di outing in cui dichiarano di essere stati contaminati da quei veleni che REACH dovrebbe bandire.
Da: musclefit.it
