Rete GAS: la spesa Bio-solidale

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Rete GAS: la spesa Bio-solidale

Ci sono quelli della Brianza, in Lombardia, esperti di filiere corte, anzi cortissime. Che per combattere il caro-michetta, ma soprattutto per mangiare del pane «che sappia veramente di pane e a un prezzo giusto», non si sono accontentati di farselo in casa, con la farina del supermercato. E allora hanno affittato due terreni a Cernusco sul Naviglio e Bussero (Milano), li hanno fatti seminare con frumento "bio" da una cooperativa, mentre a Capriano di Briosco hanno trovato il mugnaio. Mancava solo il panettiere, che è spuntato a Robbiate (Lecco): è il sciur Angelo, che sforna un quintale di pane biologico alla settimane per oltre cento famiglie. Costo del prodotto: 2,67 euro al chilo, in una filiera che si chiude nel raggio di 20 chilometri.
Il progetto si chiama "Spiga&Madia" ed è promosso dalla «Retina» della Brianza, uno dei più importanti network sociali che si riconoscono nel motto «ripartire dalla domanda», riscrivendo le leggi del consumo in chiave etica e saltando tutti i (costosi) passaggi della grande distribuzione per rifornirsi direttamente dai produttori locali. I nuclei di questa nuova economia, che si ispira ai principi del mutualismo, sono i Gruppi di acquisto solidale, i Gas, riconosciuti anche nell'ultima Finanziaria con un emendamento di tre commi (266-268), che ne sancisce la natura «no-profit». Oggi in Italia i Gas ufficiali sono circa 400 ma si stima che il loro numero effettivo sia di un migliaio. I volumi sono ancora ridotti: ipotizzando che ogni Gas sia composto da 30 famiglie che spendono in media all'anno mille euro, il business si aggirerebbe intorno ai 30 milioni, cifra che potrebbe salire nel 2008 a 50 milioni.
Il termine «solidale» è prioritario in queste comunità di persone che si ritrovano almeno una volta al mese per fare acquisti collettivi, usando più internet che il telefono come mezzo di comunicazione. Per i gasisti è fondamentale, per esempio, controllare che il produttore non sfrutti i lavoratori e che applichi i contratti di categoria, ma anche che non usi pesticidi e rispetti l'ambiente. L'elemento prezzo, invece, viene dopo la genuinità del prodotto, «anche se è cruciale non far diventare la nostra una merce d'élite, perché sarebbe contrario ai principi che ci animano», spiega Giuseppe Vergani, uno dei responsabili della Retina, che conta oggi su 500 famiglie.
Ma quanto si spende, allora, rifornendosi nei gruppi di acquisto solidale? Dalla tabella pubblicata in esclusiva sul sito del Sole 24 Ore si vede come, su un paniere di 15 prodotti, fare la spesa in un Gas, acquistando ovviamente tutti prodotti naturali e di altissima qualità, possa costare anche il doppio rispetto ai «primi prezzi» di Esselunga e Coop. Il risparmio si avverte invece se il paragone viene fatto con i prodotti bio della stessa Gdo, con un taglio dei prezzi del 20%.
Dal Nord al Sud del Paese i Gas stanno facendo scuola. C'è chi compra una mucca intera a 1.200 euro per dividerla in dieci famiglie: «Merce pregiata che viene dal parco dell'Uccellina», come spiega Cesare Buoninconti, membro di uno dei tanti «gasielli» di Napoli. Paolo Bellino di Roma, rione Monti, ammette di «soffrire un po' d'inverno perché prendiamo solo frutta e verdura di stagione», ma ci si può rifare con «degli ottimi cavoli neri», oppure, sul fronte della carne, con del «maiale di cinta senese». Gli «ingasati» di Forlì, per risparmiare sulle spese di trasporto e per non inquinare, hanno organizzato la distribuzione dei prodotti il sabato con «un'auto elettrica presa in car sharing», dice uno dei responsabili, Romeo Giunchi.
«Su frutta e verdura, soprattutto in primavera ed estate, il risparmio è clamoroso, ben oltre il 30%», sostiene Sara Paci del Rigas di Rimini, uno dei più grandi in Italia con volumi di spesa annui di 100mila euro. Paolo Menchini di Massa spiega poi che per comprare le arance, a loro, non serve rifornirsi in Sicilia. «Nelle nostre zone erano coltivate dai duchi Cybo Malaspina, secoli fa. I costi? Un euro al chilo, 70 centesimi per le arance da spremuta».
Ognuno di questi gruppi, in parallelo con la propria attività di spesa, porta avanti iniziative di solidarietà. Che vanno dall'inserimento di persone con disabilità nei luoghi di lavoro, al recupero dei carcerati, solo per fare due esempi. «I Gas sono solo un pezzo di quelli che noi chiamiamo distretti di economia solidale – racconta Sergio Venezia, in Lombardia uno dei guru di questi temi – e poi, scusi, lei ci crede o no che davvero un altro mondo è possibile?».
Di: Daniele Lepido
Da: ilsole24ore.it

Maggiori informazioni sulla Rete GAS

 

 

Cosa sono i Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.)?
Un gruppo d’acquisto e' formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro.

Si ma... perché si chiama solidale?
Un gruppo d’acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarieta' come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarieta' che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a colore che - a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze - subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.

Perché nasce una G.A.S.?
Ogni GAS nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi è una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale ora imperante, insieme alla ricerca di una alternativa praticabile da subito. Il gruppo aiuta a non sentirsi soli nella propria critica al consumismo, a scambiarsi esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte.

Come nasce un G.A.S.?
Uno comincia a parlare dell’idea degli acquisti collettivi nel proprio giro di amici, e se trova altri interessati si forma il gruppo. Insieme ci si occupa di ricercare nella zona piccoli produttori rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, di raccogliere gli ordini tra chi aderisce, di acquistare i prodotti e distribuirli... e si parte!

Criteri solidali per la scelta dei prodotti
I gruppi cercano prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilita' di conoscerli direttamente e per ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto. Inoltre si cercano prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando le condizioni di lavoro.

Una rete
I gruppi di acquisto sono collegati fra di loro in una rete che serve ad aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo scambio di informazioni. Attualmente in Italia sono censiti un centinaio di GAS.

La storia
La storia dei gruppi d'acquisto solidali in Italia inizia nel 1994 con la nascita del primo gruppo a Fidenza, quindi a Reggio Emilia e in seguito in diverse altre località. Nello stesso periodo si diffonde in Italia l'operazione "Bilanci di Giustizia", lanciata a fine '93, che chiede alle famiglie di verificare sul bilancio famigliare l'incidenza delle loro modifiche allo stile di vita.
Dove possibile, le famiglie si ritrovano in gruppo nel quale affrontano temi di interesse comune e si organizzano per praticare comportamenti equi nella loro zona. Spesso i gruppi dei Bilanci di Giustizia praticano gli acquisti collettivi tra le loro attività.

Nel 1996 viene pubblicata dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo la "Guida al Consumo Critico", con informazioni sul comportamento delle imprese più grandi per guidare la scelta del consumatore; l'ampio elenco di informazioni documentate sulle multinazionali accelera il senso di disagio verso il sistema economico e la ricerca di alternative.

Nel 1997 nasce la rete dei gruppi d'acquisto, allo scopo di collegare tra loro i diversi gruppi, scambiare informazioni sui prodotti e sui produttori, e diffondere l'idea dei gruppi d'acquisto.

Questa esperienza è ora in fase di crescita, sia per la creazione di nuovi gruppi che per la sua visibilità.

           Tabella dei prezzi comparati tra GAS, ESSELUNGA e COOP


 

eri alimentari Gas Esselunga Coop
    Prezzo «bio» «Primo prezzo» «Prodotti bio» «Primo prezzo»
Pasta bianca spaghetti (500 g.) 0,76 (Iris) 0,76 (Esselunga) 0,24 (Fìdel) (9) 0,64 (Coop) 0,25 (Santàlberto)
Pane (1 Kg) 2,95 (Fornaio bio) 3,80 (Esselunga) (1) 2,2 3,55 2,45 (Coop)
Riso superfino Carnaroli (1 Kg) 1,80 (Zibra) 2,58 (Esselunga) (2) 1,99 (Esselunga) (10) 2,04 (16) 0,98 (arboreo, Moneta Che Ride)
Olio extravergine spremuto a freddo (1 l)) 6 (Agrieffe) 9,28 (Esselunga) (3) 3,59 (Torre Antica) 5,16 (Coop) 3,05 (Costanza)
Passata di pomodoro (500 g.) 1,15 MonaciLanuvio 0,85 (4) 0,38 (11) 0,99 (Alce Nero) 0,23 (Moneta Che Ride)
Farina di frumento tipo 0/00(1 Kg) 1,10 Valliunite 1,20 (Esselunga) 0,38 (Chiavazza/Mettone) 0,98 (Coop) 0,25 (Moneta Che Ride)
Latte fresco intero (1 l) 1,30 (Leccolatte) 1,35 (Esselunga) 0,75 1,73 (Latte Milano) 1,15 (Coop)
Uova confezione da sei 1,70 (Bargero) 1,75 (Esselunga) 0,45 (Fìdel) (12) 1,75 (Coop) 1,22 (Carnini)
Petto di pollo (al Kg) 18,20 (Noielanatura) 17,40 (Fette Bio) 7,13  (Esselunga) 16,9 (Coop) 6,89 (Fattoria Natura)
Patata bianca Bergamo (al Kg) 1,15 (Arete) 1,43 (5) 0,59 (13) 1,75 (Coop) 1,68
Zucchine (al Kg) 3,15 (Arete) 2,98 1,98 2,99 1,99
Carote locali Bergamo (al Kg) 1,15 (Arete) 1,78 0,79 2,29 0,89
Arance Moro Siracusa (al Kg) 1,40 (Arete) 1,24 (Esselunga) (6) 0,66 (Esselunga) (14) 1,99 0,98
Grana Padano/Reggiano Dop stagionato (al Kg) 14,50 (Tomasoni) 19,50 (Nuova Castelli) (7) 7,29 (Medeghini) 17,99 (Coop) 11,8
Mozzarella naturale  (al Kg) 9,20 (Damiano) 12,25 (Ludovico) (8) 4,40 (Latticini Brianza) (15) 8,40 (Coop) 3,68 (Moneta Che Ride)
TOTALE SPESA 65,51                              78,15 32,82 69,15 33,81

 



 

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