Primal, il ritorno alla sorgnte
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PRIMAL - IL RITORNO ALLA SORGENTE
Un Gruppo di Crescita per la Guarigione del Bambino Interiore
Questo gruppo ci permette di connetterci con l'atmosfera di guarigione che accade quando incontriamo il bambino dentro di noi. Esploreremo strumenti e modi per poter facilitare e sostenere la comunicazione e l'unione tra la nostra parte adulta e il bambino che vive dentro di noi.
Dentro di noi vive ancora un bambino, che è nato pieno di doni naturali, ricolmo di sensibilitá e connessione con l'esistenza e con gli esseri umani. Se ora desideriamo vivere la nostra vita con autenticità, passione, presenza, spirito di ricerca, dobbiamo volgerci all'interno di noi stessi, e ricollegarci con il bambino.
Una volta che questo bambino è di nuovo il benvenuto nella nostra vita adulta, può accadere una trasformazione: anche attraverso le sfide e le difficoltà che la vita ci presenta, le nostre azioni, le nostre relazioni, I nostri momenti di essere possono diventare pieni di essenza, ispirazione e amore.
Dialogo di Premartha e Svarup sulle esperienze della Primal
La Primal Therapy è un importantissimo processo di gruppo che opera sui condizionamenti infantili. Uno strumento di crescita che negli ultimi decenni è stato sempre più utilizzato, in ogni parte del pianeta, per liberare le persone da antichi vincoli e blocchi psicologici e comportamentali. La strategia della Primal è di creare uno spazio protetto e intimo dove i partecipanti possono sentirsi liberi di rivivere e di esprimere le molteplici situazioni traumatiche o difficili vissute nei primi anni di vita. I partecipanti sono invitati e aiutati ad entrare in contatto con il proprio "bambino interiore" a percepire in loro bisogni più profondi e le loro emozioni, senza paure o giudizi. Le tecniche adottate nel gruppo permettono di sciogliere emozioni traumatiche, paure, rabbie e risentimenti, vergogne e chiusure. Così facendo i partecipanti ritrovano un contatto più profondo e integro con se stessi e scoprono un nuovo modo di vivere più immediato e spontaneo. L’"Uomo Nuovo" può nascere solo quando le esperienze negative del passato sono completamente abbandonate.
Premartha e Svarup hanno integrato le tecniche psicoterapeutiche della Primal con le loro esperienze di meditazione.
PREMARTHA: Nel corso dei 15 anni in cui ho condotto gruppi di Primal, ho potuto osservare un graduale cambiamento nel modo di percepire le tematiche associate all’infanzia. La Primal che originariamente imparai conteneva in sé giá tutti gli ingredienti dell´approccio attuale, ma la sua "rozzezza" iniziale é stata col tempo sottoposta a un processo di raffinamento e trasformazione. Forse ciò é accaduto perché i tempi sono cambiati,e forse anche perché la nostra comprensione del lavoro si é approfondita. La "rozzezza" iniziale ha contribuito a grandi esperienze di apertura: saltare nelle fiamme e sopravvivere é sicuramente un’esperienza unica! Molti, in questi primi anni, hanno tratto enorme beneficio da questo lavoro d´"assalto" al loro passato.
Svarup ed io abbiamo lavorato per parecchio tempo nello stesso campo, direi almeno 10 anni. Ci piace molto viaggiare per il mondo, da centro a centro, e condurre assieme gruppi di Primal e di Tantra. A Poona, conduciamo ,ognuno per conto proprio assieme ad altri amici, il gruppo Fresh Beginnings.
Quando, dopo qualche anno di soggiorno quasi ininterrotto a Poona, decidemmo di rimanere a lavorare in Occidente per periodi di tempo più lunghi, ci rendemmo conto della necessità di modificare il nostro modo di lavorare. Scoprimmo che la gente richiedeva un tipo di approccio diverso, con maggior spazio per la comprensione dei meccanismi che avevano determinato il loro comportamento attuale. E, inoltre, ci rendemmo conto che molti preferivano esplorare la loro infanzia non nel contesto di un gruppo, ma piú a livello di sessioni individuali..
Innanzitutto, decidemmo di dar piú spazio al bambino. Il bambino che eravamo stati un tempo, ma anche il bambino che ancor oggi viveva dentro di noi. E invece di rievocare, nello stile della Primal originaria, le situazioni traumatiche dell´infanzia, assumendoci il ruolo delle autoritá del passato e provocando cosí le emozioni represse del cliente, decidemmo con grosso sollievo di essere presenti in un modo nuovo: come supporto amorevole e incondizionato per il bambino.
In secondo luogo, ci rendemmo conto dell´importanza di iniziare l´esplorazione della propria infanzia attraverso l´incontro con il bambino interiore. All´inizio del viaggio, era necessario avere l´esperienza diretta della propria connessione con questo bambino, qualsiasi essa fosse: amore, amicizia, compassione, o forse alienazione, indifferenza o anche addirittura ostilitá. Ed era importante anche scoprire cosa sentisse il bambino dentro di noi nell´incontrarci come adulti. Ció ci diede il permesso di lavorare con ció che si manifestava in questo incontro, invece di cercare di portare la gente a sentire o vedere ció che magari sembrava a noi giusto. Ció a volte comportava grosse sorprese, a volte anche scioccanti.
SVARUP: Quando arrivai da Osho, mi sentivo ben lontana e al sicuro dalle terapie di Primal, a quel tempo per lo piú catartiche e intense. Non mi passava affatto per la mente che il fatto che la mia attrazione al Sannyas (discepolato) attraverso la Meditazione Dinamica e la facilità con la quale I Sannyasin si abbracciavano e danzavano, avesse qualcosa a che fare con la mia "bambina Interiore". La mia era stata un’infanzia relativamente "protetta", in un ambito di apertura e tolleranza, con genitori intellettuali e la possibilità di discutere ragionevolmente con loro tutto ció che mi poteva turbare. E, inoltre, avevo avuto il mio training di terapia, inizialmente con gli Junghiani (di cui...mio padre! faceva parte) e poi con R.D.Laing a Londra. Avevo imparato ad empatizzare con I "meno fortunati", che avevano avuto un´infanzia veramente traumatica.
Quando, dopo qualche anno di esitazione e altre esperienze nel contesto del Buddhafield, decisi di partecipare alle terapie- nel frattempo raffinatesi- sull´infanzia offerte nella Comune, iniziai a contattare dentro di me una realtá diversa.
La mia "bambina interiore" era affamata d´amore, e aveva costantemente paura di sbagliare e venir ridicolizzata o esclusa. Aveva difficoltá ad essere spontanea e a condividere spazi di intimitá e sensualitá con gli altri. Si vergognava profondamente della sua irrazionalitá, emotivitá, lacrime e rabbia. Tutto ció era coperto da una personalitá "funzionante", "intelligente" e "comprensiva". La mia parte "adulta", sinceramente alla ricerca di un modo diverso di vivere e relazionare, non si rendeva conto di star ripetendo in qualche modo l´atteggiamento "ben intenzionato" nei miei confronti
dei miei genitori: non riconosceva I bisogni di questa bambina, e continuava ad accumulare conoscenza e alienazione al tempo stesso.
Mi resi conto dell´importanza di rivivere le emozioni di questa bambina, e che l´espressione di queste emozioni apriva una porta alla dimensione dell´amore e dell´essere. Ancor oggi, ogni volta che riconosco in me la necessitá di dare spazio a ció che la bambina sente, e mi assumo la responsabilitá di prendermelo, mi ritrovo a varcare una soglia in una realtá diversa, in cui divento piú fiduciosa e ricettiva alla miriade di possibilitá che la vita ha in serbo per me.
In questo contesto, é cresciuta in me la passione per il lavoro sulle tematiche dell´infanzia e dell´adolescenza, che mi ha portato a condurre gruppi di Primal e sul decondizionamento della sessualitá. E da ció, é nata l´ispirazione a creare assieme a Premartha l´Osho Childhood Deconditioning (Osho Decondizionamento dell´Infanzia), l´esperienza del viaggio alla riscoperta del "bambino interiore".
PREMARTHA: Da qui cominciammo ad integrare in questo processo la visione di Osho sull´importanza dei primi sette anni della nostra vita come base di tutto il nostro condizionamento. Cosí, decidemmo di creare un processo che si muoveva all´indietro nel tempo, che ci desse la possibilitá di toccare gli strati piú profondi dei nostri traumi e ferite, ma anche i livelli piú essenziali della magia, meraviglia e silenzio che appartenevano alla nostra natura originaria. Questo processo si muoveva passo dopo passo attraverso le varie tappe dello sviluppo del bambino, sbucciando i vari strati fino a raggiungere il centro. E, inoltre, ci rendevamo conto che ognuno di noi ha un modo diverso per entrare in contatto con il proprio mondo interiore: perció, decidemmo di adottare una varietá di metodi che potevano adattarsi alle necessitá di persone diverse l´una dall´altra. Le tecniche variavano dalla Gestalt, al lavoro sul corpo, alla trance, alla respirazione, al lavoro di Primal, e al tempo stesso miravano tutte alla riscoperta della dimensione dell´infanzia.
SVARUP: Strato dopo strato, andiamo insieme indietro nel tempo (dai 7 anni fino al momento prima del concepimento), sfrondando tutto ció che é stato sovraimposto alla nostra natura originaria. Per alcuni, come per esempio per me, il condizionamento piú massiccio é avvenuto all´epoca in cui ci é stato impedito (sia con ragionevolezza che con violenza) di esplorare, prendere rischi, dire di no. Per altri, la ferita risale a un periodo piú lontano: il rifiuto, la negligenza, la mancanza di amore e di contatto fisico sin dalla culla. O per altri ancora, il trauma avvenne piú tardi, ed é tangibile e chiaro: abuso, invasione nel periodo della scoperta della propria identitá sessuale.
Alla conclusione di questo viaggio all´indietro, ci ritroviamo al momento del concepimento. in questa esperienza, é come assaporare, toccare per un istante il senso originario di sé, la pulsione che ci ha portato a nascere, perderci nella vita, per poi nuovamente muoverci alla ricerca di noi stessi.
PREMARTHA: Il risultato di questa nuova creativitá ha preso di sorpresa anche noi. Da un momento all´altro, ci siamo resi conto di avere tra le mani un processo completo in sé, che poteva venire applicato sia al lavoro di gruppo che al lavoro individuale. E che inoltre, questo metodo poteva venire insegnato ad altri, sia come tecnica in sé, sia come supporto ad altri tipi di terapia.
La nostra offerta é stata accolta in modo incredibile. Potremmo lavorare ininterrottamente, sia a Poona che in Occidente, solo con l´ammontare di richieste di sessioni individuali. Fortunatamente, Svarup ed io abbiamo in noi anche una buona parte di "pigrizia", che ama rilassarsi al mare, e godere di spazi di essere, senza far nulla.E ci rendemmo conto che , per salvaguardare il bisogno del bambino dentro di me e della bambina interiore di Svarup di aver tempo anche per godere della vita, dovevamo anche iniziare a trasmettere questa nostra esperienza. Dopotutto, la gioia di passarle questo metodo ad altri é anche un regalo per noi. E´un po´come un parto, e adesso che il bambino sta crescendo, dobbiamo lasciarlo andare, in modo che cresca nella sua direzione.
SVARUP: Spesso ho sentito Osho dire "Ti tolgo ció che non ti é mai appartenuto, e ti dó ció che é tuo da sempre". In questo contesto, il processo continua al di lá della terapia: la riscoperta di ció che é mio, tuo, da sempre, é possibile solo attraverso le costanti sfide che la vita ci offre.
E la mia bambina, mano nella mano con l´adulta, é felice di poter sbagliare, provare, cercare in questo mondo cosí variopinto.
