Ecodisel, una scelta possibile ma ...

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ECODISEL, UNA REALTA' POSSIBILE... MA?
 

Ci siamo spesso chiesti se ci sia una soluzione al problema di inquinamento dovuto agli scarichi delle auto. Le "domeniche ecologiche" e le targhe sono in fondo solo dei palliativi.

Spesso si è sentito parlare di motori che funzionano ad acqua e di ecodiesel, ma mentre sulla prima ipotesi non si trova molto sulla seconda si può parlare di realtà.
Il Biodiesel è il nuovo combustibile ecologico che sostituisce perfettamente il gasolio minerale in tutti i suoi impieghi ed è indispensabile ove le condizioni ambientali sono altamente compromesse dalle emissioni dei gas di scarico degli autoveicoli e degli impianti termici.
La materia prima utilizzata nella produzione del biodiesel è l'olio vegetale derivato dalla spremitura di semi oleoginosi della pianta di colza o di girasole. Il combustibile così ottenuto è esente da zolfo e da altre sostanze inquinanti e soprattutto non è cancerogeno.
 Biodiesel nasce dalla terra come il grano e tutti gli altri alimenti vegetali perciò i prodotti della sua combustione non alterano l'equilibrio ambientale.
Insomma a prima vista sembrerebbe una soluzione a molti problemi di inquinamento e ci risulta che alcune metropoli italiane lo utilizzarono per la trazione di mezzi pubblici in passato; ma allora, quali sono i freni che ne impediscono una diffusione? Non sicuramente la sperimentazione che ha dato solo e unicamente esiti positivi.
Questo prodotto permette di ridurre le emissioni inquinanti nell'atmosfera; in particolare la mancanza di zolfo permette la graduale eliminazione di questa sostanza quale principale causa della formazione di piogge acide.

Un altro aspetto importante dal punto di vista ecologico, è la quantità di anidride carbonica che il Biodiesel rilascia durante la combustione, che è esattamente quella assorbita dalle piante durante la loro crescita; ciò offre la possibilità di evitare l'accumulo di anidride carbonica, causa dell'effetto serra.
 Proprio quell'effetto serra che la conferenza di Tokyo ha evidenziato in tutta la sua drammaticità, ponendo l'accento sulle quote di immissione di anidride carbonica immesse nell'atmosfera dai paesi industrializzati e su quelli particolarmente reticenti come gli USA.
Sottolineiamo questo perché, come è noto, gli Stati Uniti d'America sono tra i principali produttori di cereali e forse il fabbisogno energetico potrebbe in parte finalmente accomunare la necessità di produrre energia pulita con la tendenza a produrre OGM (organismi geneticamente modificati) in agricoltura, dando quindi uno sbocco alternativo alla tanto discussa destinazione per l'alimentazione umana.
Ma torniamo ai fatti di casa nostra, infatti la provincia di Alessandria ha deciso di abbracciare questa fonte di carburante alternativa: il progetto è stato avviato nell'anno 2001 da Provincia di Alessandria, Coldiretti, Novaol e Arfea, leader locale del trasporto pubblico.

 I numeri sono decisamente di buon auspicio: con il raccolto di quest'anno sono state prodotte 140 tonnellate di granella, dalle quali sono state ricavati 140 mila litri di carburante, miscelati al 30 per cento con gasolio. E per il futuro i calcoli sono ancora più rosei: si parla infatti di cento autobus serviti nel prossimo anno, fino a rifornire un terzo del servizio pubblico alessandrino. Il tutto, sottolinea l'assessore provinciale Scagliotti, comporterebbe una minore emissione di anidride carbonica nell'atmosfera. E l'assessore, al fine di favorire l'utilizzo del biocarburante, ha deciso di premiare le aziende che inquinano meno con un incentivo di 100 mila euro.
Ma ecco che qui emerge già la contraddizione: infatti in Italia la vendita e utilizzo del biodiesel puro non è possibile se non viene miscelato a gasolio di origine minerale, come dire se non inquina almeno un po'...
Impedita, dunque, di fatto la vendita di biodiesel in Italia (quello puro), con il ricorso alla solite furbizie all'italiana.
 L'Unione europea poi, ha approvato una disposizione che ammette una tassa ridotta solo sul biodiesel mischiato al gasolio (al 5% come additivo o al 25% come combustibile per autotrazione di mezzi pubblici). Per utilizzarlo puro si dovrebbe pagare la tassa sui carburanti e in questo modo il prezzo diventerebbe proibitivo.
Di bene in meglio!

Il Biodiesel è un un carburante liquido a base di materie prime rigenerabili derivante da prodotti agricoli, in particolare è prodotto con olio di colza e di girasole, perciò biodegradabile e sicuro. Ma un'ulteriore stoccata in questo senso arriva dal Decreto 25 luglio 2003, n. 256 (Regolamento concernente le modalità di applicazione dell'accisa agevolata sul prodotto denominato biodiesel) sul cui testo vi alleghiamo i link al fondo dell'articolo.
Eppure nell'utilizzo di questo combustibile per la trazione nei test non si riscontrano variazioni di durata del motore ed usure anomale, così come non sono necessarie variazione alle normali pratiche manutentive. Il biodiesel in miscela al 5% è stato utilizzato per quasi quattro anni ed una percorrenza di oltre 5 milioni di chilometri, senza alcuna problematica riconducibile alla miscela, sino a che la DHYCA (Direzione degli Idrocarburi del Ministero dell'Industria) francese, ha dichiarato che le prove effettuate non mostrano una differenza significativa rispetto al gasolio sia nei riguardi dei consumi che per i livelli emissivi se non per l'anidride carbonica, così come per la durata del motore che la sua prestazione.
Miscele di bodiesel a tenori superiori al 20 ed al 30% sono state testate in laboratorio, su banco prova, su flotte pubbliche e le loro caratteristiche chimico fisiche sono del tutto analoghe al gasolio; le conclusioni sono state più che positive.
 Il biodiesel è l'unico carburante che non contribuisce all'aumento di C02 nell'atmosfera e che non accelera pertanto l'effetto serra. Nella disposizione inviata dall'Italia è contenuta una doppia astuzia: oltre a impedire di fatto la vendita del biodiesel puro si escludono dal mercato i piccoli produttori italiani di biocarburante che non hanno le autorizzazioni e le tecnologie per miscelare biodiesel e gasolio e quindi dovranno vendere tutta la loro produzione alle grandi raffinerie.
In effetti però con il biodiesel qualche scompenso c'è: essenzialmente quando si utilizzino veicoli senza marmitta catalitica, il biodiesel cambia l'odore dei gas di scarico in uno che ricorda le "patatine fritte", situazione che può dare origine ad inconvenienti di carattere psicologico, in quanto l'abitudine ad un odore, per quanto pessimo, viene tollerata meglio di uno non convenzionale. La soluzione a questa problematica è l'adozione di marmitte catalitiche.
E comunque volete mettere le patatine fritte con l'effetto serra?

Articolo di Gatsu

 

IL BIOETANOLO

Il bioetanolo è un alcol ottenuto tramite processo fermentazione dei prodotti agricoli ricchi di carboidrati e zuccheri quali i cereali (mais, sorgo, frumento, orzo), le colture zuccherine (canna da zucchero, bietola), frutta, vinacce e patate. Può essere utilizzato come biocarburante al posto della benzina. Entro il 30% il bioetanolo viene miscelato con la benzina tradizionale senza particolari accorgimenti tecnici al motore. In Brasile è utilizzato come sostituto della benzina dal 30-40% del parco circolante.

Il bioetanolo può anche essere estratto dalle biomasse di tipo cellulosico e dai sottoprodotti delle coltivazioni ma al prezzo di un costo di produzione maggiore. Le principali materie prime finora utilizzate per la sua produzione restano pertanto i cereali, la canna da zucchero e le barbabietole. Ogni 100 kg di cereali fermentati si ottengono circa 30 kg di etanolo.

Come tutti i biocarburanti anche il bioetanolo consente la sostituzione dei carburanti tradizionali (benzina) e riduce la dipendenza dall'import di petrolio. In ogni caso non ci sono soltanto aspetti positivi. Per uno sviluppo di massa i biocarburanti come l'etanolo sono necessarie agevolazioni fiscali per consentire il decollo del mercato e una pari competitività iniziale rispetto alle benzine. Una diffusione su scala del bioetanolo comporta però la riduzione delle entrate fiscali provenienti dalle accise sui carburanti tradizionali su cui molti governi fanno affidamento per coprire spese pubbliche di ogni tipo. Altri effetti da tenere in conto riguardano l'impatto sull'agricoltura nazionale. Come ben sappiamo ogni paese ha un sistema agricolo peculiare e diverso dagli altri.

Da ecoage.it

NORMATIVA UE SUI BIOCARBURANTI

 L'Unione europea crede nell'evoluzione del biocarburante. Una direttiva indica l'obiettivo della penetrazione del biocarburante sul totale al 2% della domanda di carburanti entro il 2005. Nel lungo periodo la quota delle vendite coperte dai biocarburanti dovrà ulteriormente crescere fino al raggiungimento del 5,75% della domanda entro il 2010. La Ue conta di conquistare entro il 2020 una quota del 20% delle vendite di carburanti tramite i biocarburanti garantendosi in questo modo un'importante fonte di autoapprovvigionamento energetico. A questo proposito la Ue favorisce anche tutte le iniziative degli Stati membri volte a ridurre o esentare i biocarburanti dalle accise, al fine di stimolare la competitività sul prezzo di vendita dei biocarburanti.

Da ecoage.it

LA SITUAZIONE DEI BIOCARBURANTI IN ITALIA

Un'interessante intervista del giornale IlSole24Ore (3 marzo 2006) al ministro delle Politiche agrarie Gianni Alemanno ci permette di fare il punto sulla controversa situazione italiana dei biocarburanti. Nell'intervista il ministro spiega il motivo all'origine della riduzione da 300mila a 200mila tonnellate del contingente defiscalizzato di biodiesel operato dal governo italiano nel 2004. Secondo il ministro, il biodiesel prodotto da olio di palma implica l'importazione di materie agricole dall'estero senza nessun impatto sulla redditività agricola nazionale. La defiscalizzazione del biodiesel rischiava pertanto di trasformarsi in un incentivo all'importazione dall'estero. Alla base di questo si troverebbe il motivo della riduzione del contingente operata nel 2004 dal governo.

La strategia italiana verso i biocarburanti. Rispetto agli altri paesi europei l'Italia opta per una strategia diversa, incentrata soprattutto sull'obbligatorietà dell'utilizzo dei biocarburanti prima che su eventuali interventi di defiscalizzazione. Questi ultimi non sono comunque esclusi dal ministro, si apprende dall'intervista, nel caso il mercato decolli rapidamente. L'obiettivo comune resta quello di creare una filiera agroindustriale italiana in grado di rispondere alla domanda di bioetanolo e biodiesel senza impattare sull'importazione delle materie agricole primarie. Secondo il ministro delle Politiche agrarie la defiscalizzazione sui biocarburanti dovrà aiutare l'agricoltura nazionale senza trasformarsi in un incentivo all'importazione di materie prime agricole dai paesi extra Ue.

Cosa sta facendo l'Italia. E' di questi giorni il decreto legge agricolo, approvato il 1 marzo 2006, che regolamenta il settore e inserisce l'obbligo per i produttori di carburanti operanti in Italia d'introdurre l'1% di biocarburanti. Il decreto prevede il progressivo aumento della percentuale fino a raggiungere nel 2010 il 5% previsto dagli obblighi fissati dalla Ue. Nell'intervista al Sole24Ore il ministro conferma l'interessamento del governo al legame tra settore saccarifero e bioetanolo, sostituto vegetale della benzina molto utilizzato nei paesi del Sud America. Nel piano di ristrutturazione alcuni impianti saranno probabilmente riconvertiti per funzionare anche con il mais, oltre che con la barbabietola, per ridurre il costo di produzione del bioetanolo.

Da: sole23ore.com


P.s. Si ringraziano gli autori dei seguenti siti e contributi che hanno reso possibile questo articolo mettendo le loro informazioni a disposizione sulla rete.

http://www.reteambiente.it/ra/energia/5084_Dm256_03_vige.htm
http://www.ecotrasporti.it/biodiesel.html
http://www.emissionezero.it
http://www.greensite.it/energia/prod.biodiesel.htm
http://www.combustibile.it/biodiesel/biodiesel.html
http://www.cti2000.it/agricoltura.htm
http://www.cti2000.it/biodiesel/aspetti_uso_biodiesel.htm
http://www.mybestlife.com/ambiente/Energia/biodiesel.htm
http://darmowa-energia.eko.org.pl/diesel.html
http://www.biodiesel.co.uk/press_release/submission_for_biofuels_3.htm
http://biodiesel.alternatives.ca/pages/potentf.html
http://www.oekoweb.at/infoebenen/topthemen/biodiesel/s_biodiesel.htm">http://www.oekoweb.at/infoebenen/topthemen/biodiesel/s_biodiesel.htm

Da pmnet.it


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