Comunicazione Globale

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COMUNICAZIONE GLOBALE

                                                       Dalla frammentazione alla comunicazione unitaria

 

 

Premessa
Il Memorandum Europeo sull’Istruzione e la Formazione Permanente, fa un richiamo esplicito ad un orientamento "olistico Un invito ad una visione globale e integrata che tenga conto delle differenze e delle molteplicità, tendendo al contempo al superamento della frammentarietà che connota attualmente la gamma dei diversi interventi con cui, a livello istituzionale e sociale si tende a risponde a esigenze complesse degli individui. Allo stesso modo troviamo, all’interno di documenti ufficiali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, un invito all’assunzione di un approccio olistico.
".Vorremmo che la comunicazione globale diventasse un metodo di crescita armonica dell’essere umano in tutte le sue dimensioni, un sistema che permetta un’evoluzione della sua consapevolezza globale, del suo potenziale latente e delle sue più elevate capacità.
Approfondiamo quindi il concetto di olismo in termini generali e proviamo a comprendere cosa significa assumere una visione ed un approccio olistico nella comunicazione.
 

Il modello olistico di comunicazione
Una comunicazione globale richiede necessariamente un modello olistico di base, che sappia integrare la complessità (multidimensionalità) della comunicazione con l’unità del senso del messaggio (l’unità dell’essere).
Il modello olistico Cyber (Cyber, La Visione Olistica, Ed. Mediterranee, 2000, Roma) considera che: l’essere umano è un’unità di coscienza che si manifesta e si sviluppa attraverso la conoscenza di sé e del mondo, acquisita attraverso un costante processo di comunicazione-conoscenza-esperienza interna ed esterna.
Il modello olistico considera l’essere umano, come ogni essere vivente, un soggetto conoscitore che acquisisce informazioni/esperienze attraverso differenti canali e livelli di comunicazione,. In altri termini che: l’unità umana è multidimensionale in quanto esiste e comunica costantemente e contemporaneamente su differenti livelli o piani che rappresentano le dimensioni dell’esperienza: fisica, biologica, interpersonale (affettivo-emozionale), mentale, spirituale e sociale della realtà. 
Il modello olistico è stato chiamato Cyber, dal greco/sanscrito "colui che dirige", ossia il centro, l’unità di coscienza interiore, a sottolineare l’importanza del soggetto conoscitore rispetto a qualsiasi materia o informazione appresa. Se la cibernetica è la scienza della gestione-comunicazione delle informazioni, Cyber è il soggetto, colui che governa se stesso navigando l’oceano dell’esistenza, e conoscendo le sue molteplici dimensioni attraverso un’infinita rete di relazioni-comunicazioni (esperienze).
Nel modello olistico l’unità del sistema, ossia l’integrità globale di una persona, è data dalla maggiore o minore "coscienza di sé" che risulta dalla maggiore o minore coerenza interna di comunicazione psicofisica e che dà coerenza alle differenti dimensioni in un’organica unità vivente e intelligente.

Il concetto chiave di energia/informazione
Ogni comunicazione è concepibile come un messaggio (informazione) veicolato da un mezzo (energia) che avviene tra due soggetti (unità di coscienza). La voce emessa da un essere vivente è un’energia fisica che veicola informazione ad un altro essere vivente.
Dalle ricerche della neurofisiologa Candace Perth il vecchio modello dicotomico di essere umano diviso in mente e corpo perde definitivamente valore lasciando il passo ad un modello olistico-psicosomatico estremamente più dinamico e complesso.
In questo modello ogni parte dell’essere umano è vista come un nodo di un complesso network di comunicazioni neurochimiche. L’integrità psicofisica umana, da cui deriva lo stato di salute globale dipende dalla coerenza della comunicazione tra le sue parti e i suoi differenti livelli di comunicazione.
Con lo sviluppo del modello olistico Cyber abbiamo codificato in termini più precisi questo concetto neurofisiologico di comunicazione, applicandolo alla psicosomatica e alla crescita della consapevolezza umana.
La psicosomatica olistica considera che: ogni blocco psicofisico è un blocco della comunicazione dell’informazione/energia tra le differenti parti del corpo, che si riflette in un parallelo blocco nella comunicazione neurocerebrale. Ogni trauma fisico, emozionale, psichico o sociale si concretizza in un blocco della comunicazione fisica-energetica (metabolica) nel corpo e in una parallela inibizione della comunicazione emozionale-mentale (neuro-psicologica) che si riflette in un blocco esteriore nella comunicazione interpersonale sessuale, affettiva o sociale.
I processi di guarigione e liberazione dei blocchi psicosomatici consistono in un processo di riapertura delle comunicazioni interrotte sia a livello somatico che neuropsichico.

Dal cervello diviso alla comunicazione globale
Il cervello è una rappresentazione olografica del nostro essere e ne riflette la multidimensionalità delle relazioni. Un essere umano frammentato manifesterà un cervello a bassa comunicazione.
Le ricerche sul cervello testimoniano che esiste in noi una enorme potenzialità che può dispiegarsi e diventare reale, creando armonia e unità non solo individuale, ma anche collettiva. Negli anni sessanta il neurofisiologo americano Paul Mac Lean mise in luce che il nostro cervello è costituito da tre sottosistemi: il cervello rettile, il più antico, il cervello mammifero e il cervello umano, il più recente. Ognuno di questi sottosistemi ha una sua propria dimensione di comunicazione: il cervello rettile comunica attraverso gli istinti e in corpo, il cervello mammifero attraverso le emozioni e gli affetti e il cervello umano attraverso le parole, la mente. Paul Mac Lean si accorso che questi tre sottosistemi in realtà non comunicano in m odo armonico tra loro anzi a volte sono frammentati, tanto che parlò di "schizofisiologia" e dichiarò che secondo lui l’attuale frammentazione tra le attività cerebrali è dovuta ad una cultura frammentata, che crea un essere umano diviso, che separa i bisogni istintivi, da quelli emozionali, da quelli psicologici. Il cervello diviso è espressione di un essere umano diviso. Una cultura più umana ed armonica porterebbe ad un essere umano più integro e unitario capace di vivere e comunicare in modo coerente in tutte le sue dimensioni. Questo è lo scopo della comunicazione olistica: dare gli strumenti per una crescita umana globale per integrare in modo armonico le varie dimensioni dei esperienza umana. Questo dovrebbe manifestarsi in una maggiore coerenza della comunicazione e quindi delle funzioni cerebrali: vediamo infatti come questi dati siano confermati dalle ricerche sulla sincronizzazione cerebrale.

I dati della ricerca neuropsichica
Le ricerche di neuropsicologia applicate al modello olistico di comunicazione mostrano che: l’integrità e la salute globale di una persona sono l’espressione del grado di armonia nella comunicazione globale tra corpo (comportamenti), emozioni (relazioni) e mente (informazioni), che sono gestiti rispettivamente dal cervello rettile (fisiologico-istintivo), mammifero (emotivo-affettivo) e umano (mentale-concettuale). Questo manifesta la complessità o multidimensionalità della comunicazione.
L’integrità di una persona ossia l’armonia della comunicazione globale si manifesta a livello neuropsichico come coerenza tra le onde cerebrali. La coerenza nella comunicazione permette di veicolare un numero estremamente maggiore di informazioni, che possiamo chiamare densità.

Le ricerche evidenziano che la maggior parte delle persone vive con un livello di coerenza (comunicazione-sincronizzazione) mediocre (50-70% circa), che le persone depresse o in situazioni conflittuali hanno una coerenza bassa o bassissima (da 40 a 0 fino a meno – 30%) , mentre al contrario le tecniche di sviluppo del potenziale umano, di integrità psicofisica e di crescita umana possono elevare il grado di coerenza cerebrale (comunicazione-sincronizzazione armonica) a livelli ben più elevati e armonici (80-100% circa).
Le ricerche affermano anche che tra persone di un gruppo normalmente non c’è sincronizzazione cerebrale , ma si può creare un’altissima comunicazione-sincronizzazione collettiva, (misurabile come coerenza tra le onde cerebrali dei cervelli di persone in gruppo) quando si trovano tra loro in stato di comunicazione profonda (di empatia) o in meditazione . L’altissima comunicazione-sincronizzazione è la base neurofisiologica della cooperazione e della coevoluzione umana.  

Comunicazione come evoluzione
Il processo di evoluzione vivente e umana è un processo di aumento di conoscenza che manifesta con un parallelo aumento di complessità della comunicazione. Quindi tanto più un organismo è evoluto tanto più comunicherà in modo complesso. Per complessità intendiamo sia il concetto di multidimensionalità che di densità di comunicazione.
Lo sviluppo del potenziale umano si riflette in un parallelo aumento di complessità e densità di comunicazione.
Questi dati scientifici ci aiutano a proporre nuove linee di comunicazione più globali, flessibili e consone alle esigenze del presente momento di trasformazione culturale e sociale.

 

Il modello olistico di essere umano e la coscienza globale
Ricapitolando quanto sopra esposto diciamo che: per un nuovo mondo é necessario un nuovo essere umano. Questa necessità emerge con sempre maggiore evidenza da varie discipline come la medicina, la psicologia, l’educazione, l’arte, l’ecologia, la nuova spiritualità. Le caratteristiche del nuovo essere umano sono una sfida alla nostra capacità di trasformarci ed evolverci verso esprimendo le nostre potenzialità di integrità, unità, apertura mentale e comprensione, sensibilità ed empatia, etica, creatività, leggerezza e armonia, responsabilità globale.
Ma ciò che l’intera nuova cultura planetaria ritiene determinante per un reale salto evoluzione è che l’essere umano prenda coscienza della sua globalità, dell’unità dell’essere e diventi capace di comunicarla.
Le ricerche neurofisiologiche sugli stati di coscienza sopra esposte sostengono questa tesi dimostrando che quando l’essere umano è in contatto con il proprio centro il suo stato d’animo è pacificato e silenzioso (aumento dei valori dell’endorfina), il suo cuore più caldo e gentile (riduzione del ritmo cardiaco e respiratorio), il suo corpo più calmo e soddisfatto (rallentamento del metabolismo, diminuzione dell’adrenalina e dell’acido lattico). Con un significativo aumento di armonia (coerenza cerebrale ossia comunicazione-sincronizzazione) tra le aree cerebrali quando la persona si trova in stato di meditazione o di benessere globale, caratterizzato da massima consapevolezza e minimo sforzo.

L’essere umano integro e maturo che potrebbe permettere un armonico futuro planetario deve quindi innanzitutto conoscere se stesso, essere vicino ai suoi bisogni più semplici, essere in contatto con la sua sensibilità e con la sua affettività, con la sua visione globale capace di abbracciare, con la mente e con il cuore, tutti gli esseri viventi vegetali, animali e umani, essere capace di utilizzare la propria intelligenza all’interno della comprensione dei limiti ecologici e umani, creando senza distruggere, operando senza dimenticare le reti che legano l’ecosistema terrestre e l’etica del rispetto dei popoli del terzo mondo. Un essere umano capace di godere la semplice meraviglia del momento, di immergersi emotivamente nella bellezza della natura e nel rispetto di ogni essere umano, capace di aprire la propria coscienza al vasto e sconosciuto mistero che anima l’intera esistenza.

Di: Nitamo Federico Montecucco

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